0) I Disney preBarks
hanno una rudezza occasionale
che sembra simile a quella degli ultimi fumetti. Ma è
condiviso da tutti che i personaggi fossero in una fase poi considerata prematura. Pertanto, riconoscere una “autenticità”
narrativa delle storie più recenti sulla base di presunte analogie
con le prime non sembra avere un valido fondamento, valutando come “autentico”
un periodo intermedio di produzione delle storie. In effetti, Barks
è il vero caposaldo della narrazione fumettistica disneyana
dei paperi.
1) Le contraddizioni sono presenti in Barks,
ma su
aspetti secondari
o create in tempi non sospetti. Le contraddizioni
di Don Rosa
invece non sono giustificabili, poiché non si
limitano a smussare le contraddizioni create da Barks, ma cambiano
il contesto generale
(es.: Calisota) quando invece vorrebbe salvare
tutto il salvabile e certo dovrebbe far rimanere la coerenza nelle cose
che non presentano aspetti problematici. Così invece ribalta la filosofia
di fondo fantastica, di cui contraddizioni lievi e collocazione
fantastica possono essere visti intuitivamente come elementi con una stessa
base nonostante contraddittori.
2) Barks non si prodigò in lodi sul lavoro di Rosa.
Al contrario, si espresse a favore della scuola italiana,
che però oggi ha preso un’altra direzione. All’interno
di ciò, la "Storia e Gloria" è comunque contraddittoria.
3) Il fatto che Rosa abbia creato sequel delle storie di Barks non
è
perciò da prendersi come ufficiale
(qual è allora il ruolo del marchio come contenitore?), anche perché
di versioni contraddittorie
ne esistono in vari sensi e
non solo prendendo Rosa. Il fatto che abbia completato delle storie di Barks
non è parimenti da prendersi come ufficiale, anche perché
la conclusione è personale e addirittura esistono altre versioni
di conclusione (storia di Archimede coi topi), per cui si smonta il fatto
che Rosa si prenda il diritto di continuare Barks avendo addirittura messo
mano sul materiale creato da Barks stesso dopo aver rimaneggiato il mondo
dei paperi con la sua Saga.
3 corollario) Don Rosa si è ritirato
e possiamo
affermare che abbia avuto un ruolo minore rispetto a Barks
per non aver continuato a estendere il suo progetto: anche questo getta
una luce sulla rilevanza comparativa del suo lavoro rispetto a quello del
Maestro dell’Oregon.
4) Il caso Ducktales: diverso rispetto al fumetto, non
fa che riprendere i clichè di Barks
e allargarli
con una commistione stilistica vagamente orientata alle connotazioni
dei fumetti italiani. Il fatto che sia diverso da entrambi ma li metta insieme stilisticamente
indica paradossalmente quale
sia la strada verso l’immaginario collettivo
che
intraprende una certa visione di tali personaggi. Non c’è poi
spazio per il Paperone rude di Rosa, anche se questo è in parte un
effetto della reiterazione dell’immaginario simpatizzato e in parte
un ammorbidimento pensato per il cartone; va poi considerato il Paperone
di certi sceneggiatori italiani con spirito rude, ma anche qui il personaggio
si è poi "ammorbidito", esattamente come nel cartone. (Nota:
molti episodi di Ducktales vennero in effetti realizzati in Giappone, ma
a differenza di quanto accade con la produzione attuale di Manga Disney,
ci si attenne per la serie animata ai modelli grafici e narrativi occidentali,
realizzando un gradevole prodotto su commissione. Solo in certe espressioni
e movimenti dei personaggi si nota una lieve influenza giapponese, ma ciò
crea uno stile fluido che a nostro parere è in questo caso sovrapponibile
alla “verve” stilistica della classicità disneyana.)
5) Molti dei fumetti degli ultimi 15 anni sono a nostro parere inguardabili.
A parte ciò, il fatto di sforzare un prolungamento temporale
dei personaggi per più di qualche decennio diventa alla lunga improponibile
(Paperone magnate ottocentesco con tuba in testa).
6) Il copyright Disney potrebbe in futuro estinguersi
e
i personaggi divenire di dominio pubblico col concetto di libera
interpretazione. Definendo cosa sia la libera interpretazione e
valutando le linee direttive dei personaggi negli ultimi anni con l’accumulo
di divergenze, si suggerisce come il fumetto Disney odierno
sia frutto di libera interpretazione in senso filologico.
Sia che Barks intendesse essere preciso al dettaglio sulla cronologia sia
che si allargasse un po’ approvando tra l’altro la scuola italiana,
tener presente che disse: “Tra un secolo potranno leggere le storie
e pensare che i personaggi siano ancora vivi.” C’è una simulazione intellettuale
e quindi le storie sono un palese riflesso del Novecento
come evidenziato dai critici e più
di tanto non si può forzare la questione.